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Nuova Pallacanestro Monteroni

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Quarta Caffè Monteroni: in gara-2 è capolavoro gialloblù!

Giovedì 3 Maggio 2018 in Prima squadra

 

Quarta Caffè Monteroni (90): Durini (18), Errico (6), Leucci (7), Chirico (22), Ljoljic (8), Guido, Martino, Tsatas, Iacomelli, Latella (23), Pallara (6), Quarta. All.: Sandro Argentieri

 

 

Basket Francavilla (69): Angelini (9), Eletto, Mazzarese D.(8), Iaia (6), Menzione (4), Di Punzio (2), Musci (18), Calò (12), Leo (10), Cannalire (n.e.), Mazzarese M., Maggio. All.: Giuseppe Vozza

 

 

Parziali: 23-19; 21-14; 25-21; 21-15

Progressivi: 23-19; 44-33: 69-54; 90-69

 

 

Arbitri: Claudio Campanella di Santeramo in Colle (BA) e Marco Mitrugno di Mesagne (BR)

 

 

 

Dopo lo scivolone di gara-1, la Quarta Caffè Monteroni fa sua gara-2 delle semifinali playoff, superando tra le mura amiche il Basket Francavilla con il punteggio finale di 90-69. Per i gialloblù si tratta di un successo di capitale importanza, che permette al collettivo tarantolato di tornare in terra brindisina per giocarsi l’accesso in finale nella decisiva gara-3.

 

 

Con un’eccellente partenza, i padroni di casa piazzavano immediatamente un parziale di 7-0 che metteva in mostra una buona precisione al tiro del gruppo NPM. Francavilla faticava a rispondere, limitata dallo spirito battagliero di Errico (6) e compagni. Con l’andare dei minuti, i viaggianti si affidavano alle sapienti mani di Leo (10) e Menzione (4), riuscendo a ricucire lo strappo fino alla tripla di Federico Durini (18) che, a fil di sirena, chiudeva la prima mini-frazione sul momentaneo 23-19.

 

Nel secondo periodo di gioco, i biancoblù di coach Vozza trovavano in Emanuele Musci (18) il “go-to-guy” di serata, confidando legittimamente nella presenza nel pitturato del lungo in casacca numero sei. Tuttavia, sul fronte tarantolato spiccava l’energia di un ispiratissimo Gianluca Pallara (6), brillante su entrambe le metà campo ed efficace con giocate preziose nell’economia della partita. Accanto a lui, Domenico Latella (23) iniziava a scaldare i motori in vista di un secondo tempo roboante. Con il punteggio di 44-33, le due squadre imboccavano la strada degli spogliatoi per il consueto quarto d’ora di pausa.

 

 

Dopo i classici discorsi dei rispettivi coach, gli atleti potevano finalmente fare rientro sul legno intrecciato del Pala “Quarta-Lauretti”. Nonostante le normali difficoltà nell’affrontare avversari diretti di altissimo livello, Miroslav Ljoljic (8) lottava sotto le plance con il giusto spirito, agguantando vari rimbalzi e scoraggiando le penetrazioni degli esterni brindisini. Sul fronte offensivo si segnalava l’ottima mano del capitano Francesco Leucci (7), ancora una volta determinante per i suoi: il buon ritmo raggiunto dai tarantolati rendeva sempre più incerti gli attacchi biancoblù, permettendo ai ragazzi di coach Sandro Argentieri di chiudere in vantaggio anche il terzo periodo (69-54).

 

La frazione decisiva vedeva i brindisini desiderosi di rientrare in partita con il solito Musci e i tentativi dall’arco di Calò (12), Mazzarese (8) e Angelini (9): i sogni di rimonta dei viaggianti, però, erano impediti dal perfetto atteggiamento degli atleti griffati “Quarta Caffè”, lucidi per l’intero arco della sfida. Così, sotto i canestri di Latella e dell’incandescente Antonio Chirico (22) e con le giocate energiche di George Tsatas, la formazione monteronese poteva firmare il referto rosa tra gli applausi festosi dei supporters gialloblù, non prima di aver visto scendere in campo l’intero roster.

 

 

Con le spalle al muro dopo una prestazione opaca in gara-1, la Quarta Caffè Monteroni ha saputo ritrovare la giusta concentrazione per affrontare una sfida già decisiva. Il pubblico amico ha rivisto un collettivo affamato e desideroso di portare a casa il risultato, capace di inscenare una prestazione praticamente perfetta in tutti i 40’ di gioco. 

 

Con il giusto entusiasmo, i tarantolati si giocheranno l’accesso in finale nella decisiva gara-3, in programma per le ore 19 di domenica 6 maggio. Ormai il messaggio del gruppo salentino è chiaro: con il giusto spirito, nessun ostacolo è troppo impegnativo e nessuna montagna è troppo alta da scalare. 

 

 

Matteo LEO (foto di Mino LEO)